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Antica
Maleventum, capitale del ducato longobardo, scrigno prezioso racchiusa da
poderose mura, distrutta quasi completamente dai bombardamenti del 1943, ha
però conservato alte testimonianze del suo glorioso passato: il Duomo, di
età longobarda e ampliato in forme romaniche nel XII sec. d.C., conserva la
facciata e lo splendido portale bronzeo costituito da 72 formelle con scene,
tra le altre, della vita di Cristo.
L’Arco di
Traiano, tra i migliori conservati del mondo romano, eretto in occasione
dell’ apertura della Via Appia Traianea, che accorciava il percorso da Roma
a Brindisi. Completamente istoriato, è tuttora manifesto della grandezza
dell’Impero e dell’Imperatore Traiano.
La chiesa
di Santa Sofia, voluta da Arechi II nel 762, non appena divenne duca:
geniale nella soluzione planimetrica, è gioiello dell’arte longobarda.
Accanto alla chiesa, Arechi fondò un monastero (famoso per lo scriptorium il
quale produsse manoscritti redatti con la scrittura beneventana) di cui si
conserva l’eccezionale chiostro ampliato nel XII sec. d.C.: di gusto
arabeggiante, è scandito da quadrifore e una trifora. Straordinaria è la
decorazione plastica che racconta storie del Vecchio e del Nuovo Testamento,
ed il ciclo dei mesi dell’anno.
La Rocca
dei Rettori, nota come Castello, fu eretta nel 1321 come sede dei Rettori
Pontifici.
Il Teatro
Romano del II sec. d.C., conserva buona parte della sua struttura originaria ed ha una perfetta
acustica.
Il Museo
del Sannio vanta importanti sculture egizie, provenienti dal Tempio di
Iside, e costituisce il nucleo più cospicuo per quantità e qualità rinvenuto
fuori dall’Egitto.
Ma Benevento non è solo antichità. Va ricordato anche l’Hortus Conclusus,
collocato nell’orto del convento medievale dei Padri Domenicani, dove Mimmo
Palladino, di origine sannita, tra i più quotati degli artisti
contemporanei, ha esposto alcune sue opere proprio accanto a reperti
classici, a testimonianza della ricca cultura della città e del Sannio.
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