COSTIERA CILENTANA

Agropoli, panorama     Agropoli, centro storico   Castellabate, punta Licosa

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Velia, Porta Rosa


Velia, torre medievale


Pollica, palazzo Vinciprova in Pioppi


Centola, Arco Naturale di Palinuro


Castellabate, torre Perrotti in S.Maria


Uliveto delle colline cilentane


Tratto di Costiera Cilentana


Castellabate
 

Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Aree Archeologiche di Paestum, Velia e Certosa di Padula
Patrimonio dell’Umanità dal 1998

I motivi della scelta
"Il Cilento conserva ancora la tradizionale organizzazione del territorio, le vie di comunicazione e il modello di insediamento umano tipici della Magna Grecia, successivamente sviluppatisi nel corso del Medioevo. La notevole importanza naturalistica e culturale del luogo ha fatto si che il Cilento venisse dichiarato Patrimonio dell’Umanità culturale e naturale”.

 Terra dei Briganti”, vergine e selvaggia.
Terra dei miti”, dove si rievocano le figure di Leucosia e Palinuro.
Cultura, archeologia, storia, tradizioni culinarie, mare color cobalto, colline verdi: questa è la costiera cilentana, uno snodarsi di centri storici e borghi marinari:

Agropoli
, la porta del Cilento, il cui “scalone”, così chiamato dagli agropolesi, conduce alla porta merlata seicentesca che apre ad Akropolis, la città alta dove, con il castello, detto saraceno, con un solo colpo d’occhio e con il fiato sospeso si domina l’intero golfo di Salerno, la Costiera Amalfitana, Punta Campanella e la “dirimpettaia” isola di Capri.
Castellabate
, altro caratteristico centro medievale, un intreccio di stradine e scale che si incontrano al castello voluto nel 1123 da Costabile Gentilcore, abate di Cava e futuro San Costabile; molto bella la chiesa di Santa Maria de Giulia eretta nel XII secolo; Santa Maria e San Marco di Castellabate, i sottostanti borghi marinari, che si svegliano dal lungo sonno invernale nella calda stagione estiva.
 Il verdeggiante promontorio di Punta Licosa, che penetra nel mare con i pini d’Aleppo, piegati alla forza del vento. Leucosia era la sirena che qui morì togliendosi la vita, incredula di non essere riuscita ad ammaliare con il suo canto Ulisse;

Acciaroli
, dove intorno agli anni cinquanta soggiornò lo scrittore Ernest Hemingway: la tranquillità del luogo, il mare e la natura, gli ispirarono il famoso romanzo ”Il vecchio e il mare”.
Pioppi
con il Museo del mare, è anche patria della dieta mediterranea a base di olio di oliva, pasta, pesce, verdura e frutta. Fautore fu Angel Keys, medico statunitense, che qui visse per circa 40 anni e a cui è stato dedicato il Museo vivente della dieta mediterranea.
Poi, la suggestiva area archeologica di Velia, l’antica Elea, fondata dai Focei intorno al 540 a.C., sede della famosa Scuola Filosofica di Parmenide.
Conserva l’unico esempio di arco a cunei del mondo greco.

Pisciotta
, borgo raccolto attorno all’ex castello baronale; città dell’olio che ha ottenuto il riconoscimento di denominazione di origine protetta.
Palinuro
, il cui omonimo capo con prepotenza si addentra nel mare, deve il suo nome al nocchiero di Enea che cadde in mare a causa di un colpo di sonno e riuscì a salvarsi arrivando sulla terraferma ma qui trovò la morte trucidato dagli abitanti del luogo. Impervia e rocciosa è la costa, ricca di grotte, tra cui va annoverata la Grotta Azzurra, quella d’Argento e la piccola Baia del Buon dormire, il cui nome evoca piacevoli momenti.
Marina di Camerota
, dove nelle alte ed aspre falesie si aprono numerose grotte e si affacciano al mare incantevoli baie, tra cui quella degli Infreschi, in cui la fresca sorgente di acqua dolce incontra l’acqua tiepida del mare.  

L’intero itinerario costiero rientra nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, istituito nel 1995. Esso copre circa 178.172 ettari, il 37% dell’intera provincia di Salerno. E’ un parco atipico perché non è fatto solo di ambienti naturali ma anche di paesi: 80 sono i comuni interessati.
Il Parco ha avuto negli scorsi anni, due riconoscimenti importanti: il primo, nel 1997, è il suo inserimento nella rete delle Riserve della Biosfera del Mab-Unesco, dove Mab sta per Man and Biosphere: su tutto il pianeta se ne contano circa 500 di queste aree protette le quali hanno il compito di tutelare la biodiversità e promuovere uno sviluppo compatibile con la natura e la cultura.

Il secondo riconoscimento è arrivato nel 1998 e cioè l’inserimento, insieme ai siti di Paestum e Velia, nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità. 

 

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