|
E’ un itinerario mozzafiato quello che da Vietri conduce a
Positano.
Una strada che si snoda tortuosa per circa 40 chilometri: la statale 163, di
certo una delle strade più panoramiche al mondo. Stretta tra la roccia
calcarea dei monti Lattari, bianca ed aspra, addolcita qua e là da una
rigogliosa vegetazione verde, picchiettata dal giallo dei limoni e delle
ginestre, ed il mare blu cobalto, profondo, offre uno scenario
straordinario: è un affaccio sul mondo, perché qui in Costiera si è in
Paradiso.
Vietri, Cetara, Erchie, Maiori, Minori, Atrani, Amalfi, Furore, Praiano,
Positano e su in collina Tramonti, Scala, Ravello: ogni curva una sorpresa.
Tutte sono incantevoli ed ognuna fa sfoggio delle sue armi seduttrici.
Vietri,
con la sua ceramica si è vestita di giallo, verde, blu, i colori della
Costiera: il sole, la natura ed il mare.
Ravello,
la Villa Cimbrone, dove il Viale dell’ Immensità e la Terrazza dell’Infinito
provocano sensazioni incontrollabili: sospesi tra cielo e mare, lo sguardo
giunge fino a Salerno, la Piana di Paestum, Punta Licosa; la Villa Rufolo,
dove nel 1880 il compositore Richard Wagner, conquistato dalla luce, dai
colori e dai profumi del giardino, esclamò “il magico giardino di Klingsor è
trovato”, alludendo al secondo atto di Parsifal, suo capolavoro.
Amalfi,
la regina della costiera, che ha l’onore di averle dato il nome. Lo
sfavillante Duomo di S. Andrea, domina incontrastato dall’alto di una
maestosa scala, la piazzetta, salotto della cittadina. Ed il pensiero vola
allo splendore vissuto ai tempi della Repubblica marinara.
Positano,
le sue “pezze”, abiti ottenuti da tessuti di lino, canapa o cotone,
rigorosamente cuciti a mano, ed i sandali di cuoio, costituiscono il marchio
inconfondibile della “moda Positano”, conosciuta in tutto il mondo.
E di fronte, gli isolotti de Li Galli che, se un tempo furono seduttori di
Ulisse poiché dimora delle sirene ammalianti, oggi rapiscono chiunque si
avvicini ad essi: Nureyev, il ballerino russo e Luca De Filippo, ex
proprietari, ne sono un esempio.
La Costiera è stata protagonista assoluta di numerose pellicole
cinematografiche: “Paisà”, del 1946, “Il miracolo”, del 1948, “Viaggio in
Italia”, del 1953, di R. Rossellini, ed ancora “Che?” di R. Polanski, del
1972, per citarne alcune.
E’ stata ispiratrice di importanti pagine della letteratura: A. Gide vi
ambientò alcune pagine de “L’immoralista”; D.H. Lawrence, vi lavorò nella
composizione de “L’amante di Lady Chatterley”, G. Greene scrisse a Ravello
“Il terzo uomo”.
F. Zeffirelli, Sofia Loren, Liz Taylor, D. Hoffman, Greta Garbo, Dick Burton;
L. Pirandello, A. Moravia, L. De Crescenzo, S. di Giacomo, G. D’Annunzio;
P. Picasso, Mirò, M. C. Hescer, A. Warhol, P. Klee, C. Carrà, ed ancora
numerosi esuli politici.
Questi sono solo alcuni di quanti trovarono qui la serenità, l’ispirazione.
Natura, arte, storia, tradizioni, mitologia, profumi, colori e sapori,
passioni, il tutto avvolto da un velo di magia:
Questa è la Costiera, la “Divina”.
Fiumi di parole sono stati scritti.
Ma la Costiera non va raccontata, va vissuta. |