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"Qualunque cosa si sia detto,
raccontato, disegnato, la realtà rappresenta assai più di tutto ciò. Che
rive, che baie, golfi, sobborghi, castelli, luoghi di divertimento!...ho
perdonato a tutti quelli che sono impazziti per Napoli… io…io taccio del
tutto e solo apro, spalanco gli occhi, quando qualcosa mi sembra troppo
straordinario…".
(Goethe, "Viaggio in Italia " 1787).
Il Centro antico, è un "Museo all'aperto", con i tre Decumani tra cui
la vivacissima "Spaccanapoli", i palazzi e le corti che spalancano le porte
ed accolgono i più curiosi, le numerose chiese, le cappelle, le guglie e le
edicole, misto tra fede e superstizione. Una passeggiata tra tanti volti,
dai colori, dai caratteri e dalla provenienza diversa ma uniti
nell'espressione da stupore e scalpore; tanti i profumi: quello del bucato,
messo ad asciugare tra i vicoli, dando così un tocco di luce e di colore a
quelli stretti in cui un raggio di sole non vi penetra, come se fosse una
serie di bandiere sventolanti con orgoglio; il profumo domenicale del ragù
lasciato cuocere e insaporire lentamente, così come la nonna ha insegnato,
che unisce felicemente a tavola le numerose famiglie; quello intenso del
caffè unico nel sapore qui a Napoli, che segna l'inizio di un nuovo giorno,
incerto ed improvvisato; delle "sfogliatelle", continua tentazione per il
palato; della pizza, a cui il pensiero della città rimanda e del penetrante
profumo di frittura della "pasta cresciuta".
Odori e sapori inebriano i sensi, i colori rallegrano l'animo: sono questi
i protagonisti della "commedia napoletana" e voi non potete che esserne
coinvolti. Ed ancora San Gregorio Armeno, la via dei Presepi, che fa
del Natale napoletano, il Natale. Questa del presepe è una tradizione
secolare, in cui l'ambientazione tradizionale si accosta a quella
napoletana, che finisce con il trionfare: è la gente partenopea, quella più
povera e miserabile a esserne protagonista, quella che popola i vicoli e che
vive nei "bassi".
C'è posto anche per i personaggi noti: Totò, Edoardo De Filippo, Madre
Teresa di Calcutta, volti famosi del mondo dello spettacolo e della
politica, oltre all'immancabile Pulcinella, la figura della napoletanità:
spirito semplice, astuto, spontaneo e generoso, arma con cui combatte le
avversità della quotidianità.
Il grandioso Duomo e la sontuosa Cappella del Tesoro di San
Gennaro, il Santo protettore della città che a lui si prostra tutta, in
attesa del misterioso miracolo;
la classica Piazza del Plebiscito, con il colonnato e la Chiesa di
San Francesco da Paola, il lussuoso Palazzo Reale, l'elegante Galleria
Umberto, il Teatro San Carlo ed il possente Castel Nuovo, meglio conosciuto
come Maschio Angioino.
I musei e le ricche collezioni: Museo di Capodimonte, Museo
Archeologico Nazionale etc..
E poi, la Napoli panoramica: Via Caracciolo, fin su a Via Posillipo
ed il Parco Virgiliano da cui ci si affaccia su uno scenario unico
nel suo genere: il Golfo di Napoli con il Vesuvio, dal suo profilo
inconfondibile; Capri, Ischia, Procida e l'area flegrea, dove la bellezza
paesaggistica si unisce alla cultura greca e ai miti antichi.
"Qui vale la pena di sognare, perché qui tutto appare
fantastico".
(Goethe, "Viaggio in Italia " 1787).
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