Paestum

Cosiddetto "tempio di Nettuno" Cosiddetta "Basilica" Cosiddetto "Tempio di Cerere"

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Lastra di copertura della tomba del tuffatore

 

Anfiteatro

 

Lastra tombale lucana

 

Natatio in una domus

 

Cosiddetto tempio di Nettuno


Ritratto di Tiberio  Ritratto di Livia

 

Cratere di Assteas

 

 

"Di buon mattino ci inoltrammo per dei sentieri tortuosi, a volte paludosi, in direzione di alcune belle colline; attraversammo acque e ruscelli, ove potemmo guardare negli occhi selvaggi e rosseggianti dei bufali simili ad ippopotami. La campagna ci appariva sempre più pianeggiante e deserta; poche costruzioni rivelavano terreni scarsamente coltivati. Finalmente, incerti se ci portavamo verso rocce o rovine, potemmo distinguere alcuni massi squadrati che avevamo già intravisto da lontano, quali resti di templi e monumenti di una così splendida città di altri tempi.
Nel frattempo mi lasciai condurre da un contadino attraverso gli edifici; la prima impressione non poteva che suscitare sbalordimento. Mi trovavo in un mondo completamente sconosciuto! ...Ora i nostri occhi, e con essi il nostro essere interiore, vengono spinti in alto verso questa architettura slanciata, così che questi ammassi di colonne mozze, coniche e in fila, ci appaiono grevi, anzi terribili. Tuttavia mi ripresi presto, il mio pensiero volò alla storia dell'arte, mi ricordai del tempo in cui lo spirito trovava abituale quello stile architettonico, tenni presente il severo stile plastico e in meno di un'ora mi sentii amico, anzi elogiai il genio che mi permetteva di penetrare il significato di quei resti così ben conservati, giacché guardandoli a prima vista, essi non riuscivano a darci una chiara idea. Mentre nel loro slancio architettonico appaiono più eleganti, nella loro raffigurazione prospettica invece più gravi di quello che sono!
Solo se ci si muove intorno e si entra in essi, si riesce a creare un rapporto con essi, come l'architetto si era proposto, anzi lo aveva intenzionalmente realizzato. E così trascorsi l'intera giornata"
.
(Goethe, Viaggio in Italia, 1787).

Situata nella Megale Hellaès dei Greci, che i romani chiamarono Magna Grecia, Paestum è senz'altro tra i siti archeologici più interessanti.
Fondata dai coloni greci provenienti da Sibari, intorno al VII sec. a.C., Poseidonia trae il suo nome da Poseidone, il Dio del Mare, ma fu posta sotto la tutela della Dea Hera, la divinità per eccellenza del mondo femminile, a cui i coloni dedicarono anche un santuario presso la foce del fiume Sele.
A partire dalla seconda metà del VI sec. a.C., si assiste ad un vero sviluppo urbanistico: verrà tracciato l'impianto viario, un quartiere di abitazione, l'Agorà, di cui si conserva l'Ekklesiasterion ed il Sacello Ipogeo, e due Santuari con i tre templi: la cosiddetta Basilica, edificata intorno al 530 a. C., in onore della Dea Hera; il cosiddetto Tempio di Cerere, in realtà un Athenaion, edificato intorno al 500 a.C, ed infine il cosiddetto Tempio di Nettuno, intorno al 450 a.C., in onore o del Dio Zeus, o del Dio Apollo, come ritiene la maggior parte degli archeologi. Questo, insieme all'Hephaisteion di Atene ed il Tempio della Concordia, ad Agrigento, è il meglio conservato del mondo greco.
Alla fine del V sec. a. C., Poseidonia fu conquistata dai Lucani e nel 273 a. C., vi fu dedotta una colonia latina che prese il nome di Paestum.
Ed ecco il Foro con il Tempio detto della Pace, il Lararium, il Comitium, l'Erarium, la Basilica, il Macellum, le botteghe e poco oltre, il Santuario con natatio e l'Anfiteatro.
Notevoli sono anche gli esempi di ricche Domus: quella con l'impluvium di marmo e quella con la piscina.
Questa a Paestum, è una sorprendente passeggiata sospesa tra il mondo greco e quello romano. E' un percorso a ritroso coinvolgente ed affascinante. Soprattutto la visione dei tre templi stupisce e lascia increduli.
E allora ci si interroga su come sia stata possibile tale imponenza e solennità.
Nel percorso è inserita anche la visita al Museo Archeologico Nazionale.
Ricche e preziose sono le testimonianze di quella che fu una felice età greca prima, lucana poi ed infine romana. Tutte vollero che si parlasse di loro: i vasi di bronzo rinvenuti nel Sacello Ipogeo; gli affreschi delle lastre delle numerose tombe di età lucana e della celeberrima Tomba del Tuffatore; i corredi funebri; le metope dell'Heraion alla foce del fiume Sele, e tanto altro ancora.

 

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