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Capitale
del principato longobardo, e per cinquanta anni , quella del ducato
normanno, conserva un caratteristico borgo medievale, il cui impianto è
ancora ben leggibile.
L’arteria
principale è la Via Dei Mercanti, il cui nome evoca le fervide attività
commerciali ed il brulicare di ometti e donnine intenti nei propri affari.
Il suo cuore è costituito dal Duomo che, fatto costruire nella seconda metà
dell’XI sec d.C., lega il suo nome a Roberto il Guiscardo.
Rimaneggiato nel corso del XVIII sec. d.C., costituisce tuttora uno dei più
insigni monumenti nel Sud Italia dell’arte Normanna. La facciata è preceduta
da un maestoso atrio cinto da portico. A destra si innalza fiero il
campanile romanico, della I metà del XII sec d.C.. Interessante è l’interno,
a tre navate, con veste settecentesca, ma che conserva due splendidi amboni,
riccamente decorati, del XII e XIII sec. d.C. ed il monumento funebre della
Regina Margherita di Durazzo, di Antonio Baboccio da Piperno, del XV d.C..
Salerno
vanta di essere stata la sede della più antica scuola medica medievale che,
sorta intorno al sec. VIII d.C, raggiunse l’apice a partire dal sec. XI d.C.,
facendole meritare il titolo di “città ippocratica”.
Altro
episodio che la rende fiera è la nomina a capitale del Governo Regio dell’
Italia occupata dagli alleati, dal 12 febbraio al 15 luglio del 1944: nelle
pianure a sud della città, nell’anno precedente, questi diedero inizio alle
operazioni che avrebbero portato alla liberazione del Paese.
Panoramica
è la visita al Castello Arechi, che domina la città dall’alto del monte “Bonadies”.
Di origine bizantino, fu ampliato dai Longobardi e rafforzato dai Normanni e
dagli Aragonesi.
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