Capri, regina di roccia, nel tuo vestito color amaranto e giglio…” .(Pablo Neruda)

E’ l’isola magica: il suo aspetto aspro e roccioso e il mare blu cobalto fecero innamorare prima l’imperatore Augusto e poi Tiberio, che vi fece costruire ben 12 ville, una dedicata ad ogni divinità dell’Olimpo.

Ma Capri strega chiunque la visiti!

Nel 1826, con la scoperta della Grotta Azzurra, l’isola divenne luogo di incontro e meta di rifugio per intellettuali, artisti, scrittori ed esuli: Henry James, Maksim Gor’kij, Oscar Wilde, Norman Douglas, Pablo Neruda, Isabelle Allende, Curzio Malaparte, Lenin, per citare solo qualche nome.

Capri va gustata lentamente.

Allora perché non accomodarsi a sorseggiare un caffè nella sua famosissima “Piazzetta”, quella che Norman Douglas definì “teatrino del mondo”; o passeggiare per il suo centro e curiosare tra le boutiques, le oreficerie, gli antiquari e le numerose botteghe artigianali: cammei, coralli, il profumo di Capri.

Poi magari intrattenersi in qualche ristorantino e godere di piatti tipici a base di pesce fresco, quello pescato nel mare caprese, o deliziare il proprio palato con la “Caprese”, torta a base di cioccolato e mandorle, accompagnata dall’immancabile limoncello?

Occhi ben aperti: come vicino di tavolo potreste avere un famoso personaggio del jet-set internazionale!

Questa è la Capri dello shopping e della vita mondana.

Ma l’isola, con i suoi due comuni, Capri ed Anacapri, è anche e soprattutto altro.

Capri è arte: la chiesa barocca di Santo Stefano, in piazzetta, che conserva all’interno un bellissimo pavimento policromo proveniente dalla Villa Jovis; poi la Certosa di San Giacomo, del sec. XIV, eretta da Giacomo Arcucci, segretario della Regina di Napoli Giovanna I D’Angiò, un complesso maestoso affacciato sul mare.

Capri è archeologia: la Villa Jovis, tra le diverse testimonianze archeologiche, è la più

grandiosa. Costruita da Tiberio sul monte che porta il suo stesso nome, a circa 300 metri s.l.m., aveva una superficie di 7.000 mq: appartamenti, giardini, una loggia, e addirittura un osservatorio astronomico.

Da qui si gode un panorama mozzafiato: si possono ammirare la Penisola Sorrentina, la Punta Campanella e gli isolotti de Li Galli.

Capri è natura: dai Giardini di Augusto vi è un suggestivo affaccio su Marina Piccola, alla quale si può arrivare tramite la via Krupp, definita “strada come museo all’aperto”, completamente scavata nella roccia e a picco sul mare e sui famosi Faraglioni, che emergono come giganti dal mare. Se ne contano tre: il Faraglione di Terra, alto 110 metri, quello di Mezzo, alto 84 metri, e lo Scopolo, alto 104 metri sul quale vive la bellissima lucertola azzurra.
Poi il famoso Arco Naturale, capolavoro di roccia, con una spaccatura aperta sul mare alta circa 18 metri.

Più in alto, ai piedi del Monte Solaro, c’è invece Anacapri, altro comune dell’isola: bella quanto Capri, ma più austera e silenziosa.

Anche qui arte: l’eclettica Villa San Michele, appartenuta al medico e scrittore svedese Axel Munthe, che innamoratosi dell’isola decise di viverci. La sua casa-museo è oggi meta per i turisti più curiosi. Poi, la splendida chiesa di San Michele Arcangelo, capolavoro barocco, con lo stupefacente pavimento maiolicato formato da circa 2.500 “riggiole” che rappresenta “Il Paradiso Terrestre e La cacciata di Adamo ed Eva”.

E anche archeologia: i resti della Villa di Damecuta, residenza estiva di Tiberio.

E poi la natura: in alto svetta imponente il Monte Solaro, raggiungibile attraverso percorsi trekking o più comodamente in seggiovia, e dalla cui terrazza si gode di una vista incredibile sull’isola di Ischia, sul Vesuvio, sulla Penisola Sorrentina e sulla Costiera Amalfitana; e in basso, nel mare blu, si apre la celeberrima Grotta Azzurra. Ninfeo per i romani, poi considerata infestata da demoni e fantasmi, è invece oggi luogo di estasi.

L’isola di Capri è tutto questo: emozione, turbamento, stupore e gioia in soli dieci chilometri quadrati: poco più di uno scoglio.

Basta esserci per sognare ad occhi aperti.