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"Il
Vesuvio è una montagna rivestita di terra fertile e alla quale sembra che
abbiano tagliato orizzontalmente la cima; codesta cima forma una pianura
quasi piatta, totalmente sterile, del colore della cenere, nella quale si
incontrano di tratto in tratto caverne piene di fenditure, formate da pietre
annerite come se avessero subito l’azione del fuoco, di modo che si può
congetturare che là vi fosse stato un vulcano il quale si è spento dopo aver
consumato la materia infiammabile che gli serviva da alimento. Forse è
questa la causa cui dobbiamo attribuire la mirabile fertilità delle pendici
della montagna".
Così Strabone (63 a.C. - 19 d.C.), storico e geografo greco,
descrive il Vesuvio nella sua opera principale, “Geographia” .
E’ il vulcano più famoso al mondo ma anche uno dei più
pericolosi.
Nel 1996 è stato istituito il Parco Nazionale del Vesuvio, con lo scopo di
proteggere le specie floristiche e faunistiche, di valorizzare l’area e
recuperarla dal degrado raggiunto a causa delle costruzioni abusive. Questo
infatti è un parco atipico, proprio a causa della massiccia conurbazione: 13
sono i comuni interessati che sorgono alle sue pendici e 800.000 circa gli
abitanti degli stessi. Dopo aver percorso un tratto in auto, tra i cumuli e
le lingue di lava prodotte dalle varie eruzioni, (spettacolare quella
dell’ultima eruzione, nel 1944) comincia la salita a piedi che, in circa 20
minuti vi condurrà alla cima: è un percorso carico di suggestioni e di
tensione, in cui il pensiero costante è la forza sconvolgente della natura.
Poi, un profondo respiro, ed eccovi di fronte al cratere, enorme e tanto
profondo. Affacciatevi pure, vedrete qualche fumarola ancora attiva;
percorretene anche un tratto al suo fianco, ma vi raccomando, fatelo sulle
punte dei piedi, affinché riposi tranquillo…
Il vostro sarà un atteggiamento di rispetto assoluto, dettato dal
timore, dalla paura.
E’ un rapporto impari quello tra la forza umana e quella della
natura. Ma basterà distogliere di poco lo sguardo per ritrovare la serenità
perduta: siete a 1281 mt sul livello del mare, ed il panorama è mozzafiato:
la vista spazia da Pompei, alla Penisola Sorrentina, a Capri, Ischia,
Procida, Napoli e, proprio sotto ai vostri occhi, i paesi vesuviani: vi
sentirete improvvisamente dominatori del mondo!
Se siete dei buongustai, lasciatevi prendere per la gola.
Deliziosi sono i prodotti dell’area vesuviana: i pomodorini, le albicocche,
le ciliegie, ed il famoso Lacrima Chrysti, un vino dal sapore secco e
aromatico.
L’artigianato poi, è una tradizione che si tramanda da secoli: gioielli in
corallo e cammei, capriccio delle regine e delle nobildonne, seducono
tuttora il gentilsesso.
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