Salerno “opulenta”, capitale del Principato Longobardo

“Salerno, rima d’ inverno o dolcissimo inverno. Salerno rima d’eterno”

(Alfonzo Gatto)

Capitale del principato longobardo e poi del ducato normanno, Salerno conserva l’impronta di un caratteristico borgo medievale, il cui impianto urbanistico è ancora ben leggibile.

L’arteria principale è la Via Dei Mercanti, il cui nome evoca le fervide attività commerciali dell’età medioevale. Il suo centro pulsante è costituito dal Duomo che, fatto costruire nella seconda metà dell’ XI sec., lega il suo nome al duca normanno Roberto il Guiscardo.

Rimaneggiato nel corso del XVII-XVIII sec., costituisce tutt’ora uno dei più insigni monumenti dell’arte Normanna nel Sud Italia. La facciata è preceduta da un maestoso quadriportico romanico, unico esempio a noi giunto insieme a quello di sant’Ambrogio a Milano. A destra si innalza fiero il campanile romanico. Bello è l’interno, a tre navate, con veste seicentesca, ma che conserva ancora uno straordinario pavimento in opus sectile nel coro, nel transetto e nell’abside e due splendidi amboni, riccamente decorati, del XII, oltre al monumento funebre della Regina Margherita di Durazzo, di Antonio Baboccio da Piperno, del XV sec. La cripta, il Sancta Sanctorum, straordinario “pezzo barocco”, conserva i resti mortali del patrono della città, San Matteo.

Salerno vanta di essere stata la sede della più antica scuola medica medievale che, sorta intorno al sec. VIII, raggiunse l’apice a partire dal sec. XI, facendole meritare il titolo di “città ippocratica”.

Nel XIII sec. il maestro Matteo Silvatico realizzò un Giardino dei Semplici, antesignano di tutti i futuri orti botanici d’Europa. Tale spazio oggi si identifica con il magnifico Giardino della Minerva, un piccolo Eden nel quale scoprire tantissime piante usate da sempre a scopo terapeutico.
Altro episodio che la rende fiera è la nomina a capitale del Governo Regio dell’Italia occupata dagli alleati, dal 12 febbraio al 15 luglio del 1944: nelle pianure a Sud della città, nell’anno precedente, questi diedero inizio alle operazioni belliche che avrebbero portato alla liberazione del Paese.

Il Castello Arechi, che domina la città dall’alto del monte Bonadies, offre una vista spettacolare sulla Costiera Amalfitana e su quella Cilentana, che si affacciano sul mare blu del Golfo di Salerno. Di origine bizantino, subì numerose modifiche ed ampliamenti nel corso dei secoli. Al suo interno è ospitato il Museo medievale che contiene, tra le tante cose, soprattutto frammenti ceramici ritrovati li durante le campagne di scavo.

Altro sito non trascurabile è il museo diocesano San Matteo. Prezioso scrigno d’arte, custodisce, tra i vari capolavori, la più grande ed importante raccolta di tavolette eburnee istoriate del medioevo cristiano di tutto il mondo, oltre a un rotolo miniato dell’Exultet del XIII sec..

Infine ricordiamo la chiesa di San Giorgio, capolavoro barocco della città, il cui interno è impreziosito da affreschi di Angelo e Francesco Solimena, ma anche da un bel dipinto di Andrea Sabatini da Salerno, che ha avuto il merito di introdurre in Campania lo stile di Raffaello.

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